Articolo pubblicato su Affari Sociali Internazionali n. 3, 1998, Franco Angeli Editore


L’indice di sviluppo umano delle Nazioni Unite.
Vantaggi e limiti della misurazione sintetica dello sviluppo

di Stefano Baldi


I - Che cos’e’ il Rapporto sullo Sviluppo Umano dell’UNDP *
II - L’indice di sviluppo umano (HDI) *
III - Altri indici elaborati da UNDP. L’HPI e il GDI *

L’Indice di poverta’ umana *
Il Gender-Related Development Index (GDI) e il Gender Empowerment Measure (GEM) *

IV - Critiche ed osservazioni *
V - Aspetti positivi dell’uso di indici sintetici per lo sviluppo umano *
VI - Appendice *

Tematiche dei recenti rapporti annuali (1990 – 1995) *
Human Development Reports *
World Development Reports *
Riferimenti Bibliografici *


I - Che cos’e’ il Rapporto sullo Sviluppo Umano dell’UNDP

"People are the real wealth of a nation. The basic objective of development is to create an enabling environmment for people to enjoy large, healthy and creative lives. [...] Human development is a process of enlarging people’s choices"

(Dichiarazione iniziale Human Development Report - 1990)

 

I Rapporti sullo Sviluppo Umano sono stati pubblicati ogni anno dall'UNDP (United Nations Development Programme – Programma di sviluppo delle Nazioni Unite) a partire dal 1990. L’approccio adottato dai Rapporti e’ quello di "collocare le persone al centro dello sviluppo": alla base delle pubblicazioni vi e' quindi la convinzione che la dimensione umana dello sviluppo sia stata trascurata nel passato a causa di un’eccessiva enfasi posta sulla crescita economica. Esempi di tale enfasi sono la misura del PNL pro capite, utilizzato come la misura principale per i livelli di sviluppo fra stati, e le variabili quali il reddito o il consumo calcolati in termini monetari come misura del benessere o della poverta' degli individui, delle famiglie e dei diversi gruppi sociali.

Il diverso approccio adottato dall’UNDP riflette una vecchia tensione che esiste all’interno delle organizzazioni internazionali tra coloro che concentrano primariamente la loro attenzione sulla crescita economica identificandola con lo sviluppo e coloro si interessarono principalmente degli aspetti e delle conseguenze sociali dello sviluppo.

Per questi ultimi il vero obiettivo dello sviluppo dovrebbe essere quello di creare un ambiente in grado di consentire una vita piu’ lunga, sana e creativa. Sebbene questo possa apparire come una semplice verità, spesso è dimenticata a causa della preoccupazione contingente di accumulare merci e ricchezza.

Il concetto di sviluppo umano è stato spesso frainteso ed è stato confuso con altri concetti e approcci allo sviluppo quali:

  1. La crescita economica che è uno dei mezzi e non il fine dello sviluppo.
  2. Le teorie sulla formazione del capitale umano e sullo sviluppo delle risorse umane che considerano gli esseri umani come strumenti per aumentare il reddito e la ricchezza piuttosto che come fine ultimo
  3. L'approccio del benessere che considera gli esseri umani piu’ come beneficiari che come protagonisti del processo di sviluppo;
  4. L'approccio delle necessità di base che si preoccupa soprattutto sull’insieme di beni e servizi che le popolazioni piu’ povere necessitano (il cibo, l’alloggio i vestiti, la sanita’ e l’acqua). L’accento e’ quindi posto sulla fornitura di questi beni e servizi piuttosto che sulle loro implicazioni per lo sviluppo umano.

Ciascun Rapporto sullo Sviluppo Umano ha affrontato una particolare serie di problemi. I primi rapporti si sono occupati di relazioni tra sviluppo umano e crescita economica, i successivi hanno prestato particolare attenzione a temi che variano dal finanziamento dello sviluppo alle prospettive dello sviluppo internazionale. Nel 1995 il rapporto si e’ concentrato su problemi della discriminazione sessuale, nel 1996 il rapporto e’ ritornato su temi di crescita economica e nel 1997 e’ stato posto l’accento sulla povertà (vedi l’elenco completo delle tematiche in appendice).

Visto che il rapporti contengono nella loro appendice dati a livello nazionale provenienti da diverse fonti di carattere economico, sociale, demografico, ambientale e altre questioni correlate, le tavole contenute nei Rapporti sono divenute una fonte di riferimento utile e di facile consultazione per molte persone che vanno dai giornalisti agli studiosi.

Esistono numerosi altri rapporti elaborati da organizzazioni internazionali che esaminano direttamente o indirettamente lo stato dello sviluppo internazionale. Ad esempio si possono ricordare il Rapporto sulla Situazione Sociale Mondiale (Segretariato Nazioni Unite), la Situazione dei Bambini nel Mondo (UNICEF), la Situazione della Popolazione mondiale (UNFPA) e la Situazione dei Rifugiati nel mondo (UNHCR).

I Rapporti sullo Sviluppo Umano per molti versi assomigliano da vicino ai Rapporti sullo Sviluppo mondiale annuali della Banca del Mondo soprattutto per quanto riguarda lo stile, la configurazione, i concetti e lo scopo.

Anche le specifiche tematiche affrontate sono state in alcuni casi le stesse, seppur in anni differenti (ad esempio il tema della poverta’ e’ stato affrontato nel 1990 dalla World Bank e nel 1997 dall’UNDP)

 

II - L’indice di sviluppo umano (HDI)

I Rapporti sullo sviluppo umano classificano i paesi secondo il loro Indice di Sviluppo Umano (HDI) che è costruito sulla base di tre indicatori a livello nazionale della speranza di vita, del grado di istruzione (istruzione degli adulti e iscrizioni alla scuola elementare-media-superiore), e della media del PIL pro capite (espresso in "dollari internazionali" vale a dire in termini di parita’ di potere d’acquisto- PPP$). Ad ognuno di questi tre fattori è dato peso uguale per il calcolo dell'indice HDI. La metodologia per la costruzione dell'indice e' cambiata tre volte tra il 1990 e il 1994, ma negli ultimi anni e' rimasta immutata.

Il valore dell’HDI, compreso tra 0 e 1, indica quanto ciascun Paese si e’ avvicinato ai seguenti obiettivi:

a) Speranza di vita 85 anni

b) Accesso all’Istruzione per tutti

c) livello decente di reddito

Il valore teorico massimo dell’Indice (HDI = 1) significa che il Paese ha conseguito tutti gli obiettivi

Le misure utilizzate per ciascuna variabile sono:

  1. La longevita’ misurata attraverso la speranza di vita alla nascita
  2. Il livello di istruzione misurato da una media ponderata di alfabetizzazione degli adulti (due-terzi) e un il tasso di iscrizione alle scuole elementari-medie-superiori (un terzo)
  3. il livello di vita misurato attraverso la parità di potere di acquisto espresso in dollari USA (PPP$)

Nei primi anni in cui il rapporto e' stato pubblicato, il valore minimo di ognuna della variabili era determinato dal livello del paese piu' povero, e il valore massimo da quello del paese con il valore piu' alto. Il HDI per un determinato paese rappresentava, perciò, la sua posizione relativa. Naturalmente, il valore minimo e quello massimo cambiavano ogni anno a seconda dei risultati ottenuti dai paesi che si trovavano ai due estremi della scala. Il problema di base con lo spostamento dei valori di riferimento è che preclude la possibilita' di comparazioni in anni differenti di quelli della rilevazione.

Il rapporto del 1994 ha introdotto un correttivo importante nella metodologia utilizzata per costruire l'HDI, in quanto sono stati fissate delle soglie di riferimento fisse per permettere la comparazione dei dati nel tempo. Il minimo e massimo valore delle quattro variabili di base dei rapporti del 1994 e del 1995 è lo stesso con l'unica eccezione del valore minimo PIL pro capite che e' stato aggiornato ed e' passato da PPP dollari USA 200 a PPP Dollari USA 100.

Il numero di paesi per i quali viene calcolato l’HDI è cresciuto da 125 nel 1990 a 175 nel 1997, mentre il numero di tavole annesse alla pubblicazione sono aumentate da 25 a 48.

 

Le principali fonti di dati per il calcolo di HDI sono:

  1. UN Population Division - New York
  2. UNESCO (United Nations Educational, Scientific and Cultural Organization) – Parigi
  3. World Bank – Washington

Altre fonti di dati sono:

  1. FAO (Food and Agriculture Organization) – Roma
  2. ILO (International Labor Organization) – Ginevra
  3. OECD (Organization for Economic Cooperation and Development) - Parigi
  4. UNFPA (United Nations Fund for Population Activities) - New York
  5. WHO (World Health Organization) - Ginevra

 

III - Altri indici elaborati da UNDP. L’HPI e il GDI

L’Indice di poverta’ umana

Il Rapporto sullo sviluppo umano del 1997 ha introdotto per la prima volta un indice di povertà umano (HPI) che valuta se gli individui all'interno delle loro società dispongano o meno delle opportunità necessarie per condurre una vita lunga e sana e per godere di un tenore di vita decente. Lo sviluppo, in termini di qualità, viene quindi giudicato per la prima volta a partire dall'ottica dei poveri, nel senso che i parametri utilizzati sono quelli dell'esclusione. Il Rapporto sullo sviluppo umano del 1996 aveva gia’ tentato qualcosa di simile attraverso una particolare versione della misura della "capability poverty measure". Il HPI persegue con lo stesso approccio e si concentra su una gamma più ampia e più rappresentativa di variabili.

Piuttosto che povertà in termini di reddito, l’HPI usa indicatori delle dimensioni più di base della privazione, o della esclusione: una vita breve, la mancanza di istruzione di base e la mancanza di accesso alle risorse pubbliche e private. L’HPI si concentra sulla privazione nei tre elementi essenziali di vita umana gia’ riflessi nel HDI: longevità, istruzione e un standard di vita decente.

  1. La prima privazione si riferisce alla sopravvivenza: l’esposizione alla morte ad una eta’ relativamente bassa e’ rappresentata nell’HPI dalla percentuale di persone che si prevede muoiano prima dei 40 anni.
  2. La seconda dimensione riferisce alla conoscenza vale a dire l’esclusione dal mondo della lettura e della comunicazione che viene misurata dalla percentuale di adulti che sono analfabeti.
  3. Il terzo aspetto riferisce allo standard di vita decente, in particolare all’insieme delle attivita’ necessarie per conseguire tale standard. Questo aspetto è rappresentato dall’unione di tre variabili: la percentuale di persone con accesso ai servizi sanitari, la percentuale di persone con accesso all’acqua potabile, e la percentuale di bambini malnutriti al di sotto dei cinque anni.

Tra i 78 paesi per i quali è stato calcolato l'HPI, Trinidad e Tobago, Cuba, Cile, Singapore e Costa Rica presentano i risultati migliori, nel senso che la povertà è stata ridotta a meno del 10% dell'intera popolazione. I paesi che hanno evidenziato l'HPI più basso sono Niger, Sierra Leone, Burkina Faso, Etiopia, Mali, Cambogia e Mozambico: in questi paesi, oltre il 50% degli individui sono vittime della povertà.

 

Il Gender-Related Development Index (GDI) e il Gender Empowerment Measure (GEM)

Il rapporto del 1995 si e' concentrato sui problemi relativi alla discriminazione fra i sessi. In quella occasione fu proposto il "gender-related development index" - indice di sviluppo per genere - (GDI) e il "gender empowerment measure" - indice di partecipazione delle donne - (GEM).

L’indice di sviluppo per genere GDI (relativo alle discriminazioni fra i sessi) misura i risultati raggiunti nelle stesse dimensioni e variabili dell’HDI, ma tiene conto delle diseguaglianze esistenti tra uomo e donna nei risultati ottenuti.

L’indice di partecipazione delle donne (GEM - Gender empowerment measure) indica se le donne sono messe in condizione di partecipare attivamente alla vita economica e politica. E’ focalizzato sulla partecipazione e misura le diseguaglianze in settori chiave della partecipazione alla vita economica e politica e al processo decisionale. Si differenzia percio’ dal GDI, che e’ un indicatore delle diseguaglianze nelle possibilita’ di base.

Le critiche che sono state rivolte ai due indici riguardano soprattutto il fatto che riescono a mettere in luce le discriminazioni esistenti a livello nazionale, ma non forniscono nessuna indicazione sulle discriminazioni ben piu’ vaste esistenti tra donne che appartengono a classi sociali o gruppi etnici diversi anche all’interno dello stesso paese. A tale proposito c’e’ molta strada da fare per quanto riguarda il miglioramento di HDIs GDI e GEM, (Hirway e Mahadevia, 1996).

Nel 1997 il GDI piu’ elevato (riferentesi al 1994) e’ risultato essere quello del Canada (0,939) seguito dalla Francia (0,926) la Norvegia (0,934) e gli Stati Uniti (0,928). L’Italia si e’ situata al 21 posto come con un valore di 0,867. Ai livelli piu’ bassi si sono classificati il Niger (0,193) e Sierra Leone (0,155).

 

IV - Critiche ed osservazioni

Le critiche che sono state rivolte all’HDI dalla sua nascita sono numerose. E’ inevitabile che un indice sintetico venga fatto oggetto di molteplici riserve. Cio’ non toglie che l’utilizzazione di tale indice da parte dei "policy makers" come indice di riferimento per lo sviluppo sia aumentato progressivamente.

Alcune delle critiche piu’ frequentemente avanzate riguardano il fatto che un indice complessivo di qualsiasi genere tende piu' a nascondere che a rivelare. Il HDI è stato criticato anche perché le tre prime revisioni nella metodologia adottata per la sua costruzione hanno comportato che i risultati non siano completamente comparabili nel tempo.

Date le carenze delle serie di dati, specialmente nella maggior parte dei paesi in via di sviluppo le critiche della struttura concettuale e della costruzione tecnica del HDI possono sembrare secondarie per molti osservatori.

E’ soprattutto il mondo accademico che si e' occupato dell'analisi metodologica dell’HDI quasi sempre per metterne in luce le limitazioni, poiche’ il concetto di sviluppo umano è molto più profondo e più ricco di quello che può essere descritto da qualsiasi indice o serie di indicatori. Alcuni studiosi, pero' ne hanno riconosciuto l'utilità nel focalizzare l'attenzione e semplificare il problema dello Sviluppo Umano.

La discussione accademica sul HDI si e' concentrata su cinque problemi:

  1. scelta delle dimensioni
  2. scelta degli indicatori,
  3. errore nella misurazione e dati,
  4. ponderazioni,
  5. validità in generale.

(1) Sulla scelta di dimensioni, il HDI è stato criticato per trascurare i diritti umani (Dasgupta 1990 e Pyatt 1992) e perché non contiene indicatori relativi a libertà, ambiente e cultura. Hamilton (1993) ha sostenuto la necessita’ dell’inclusione nell'indice di una valida dimensione ambientale. Il HDI è stato criticato anche per non prendere in considerazione entità quali la comunità e l’autonomia (Murray 1991).

(2) Circa gli indicatori:

  1. Per quanto riguarda la speranza di vita, alcuni hanno sostenuto che la speranza di vita puo’ essere spiegata da reddito e tasso di mortalità infantile (Pyatt 1991).
  2. Riguardo al grado di istruzione, Lind (1991) ha argomentato che quello l’alfabetizzazione degli adulti o il numero medio di anni di istruzione non sono in grado di dare un’idea del grado di istruzione conseguito.
  3. È la terza variabile - quella del reddito - che ha maggiormente suscitato discussioni. L’HDI non è risultato essere particolarmente sensibile alla definizione della soglia di poverta’ (Kelley 1991). La critica principale riguarda il fatto che il peso del reddito addizionale al di sopra della soglia di povertà è molto ridotto (Trabold-Nubler 1991).

(3) Sul problema di robustezza di HDI rispetto agli errori della misurazione, McGillvray e Bianco (1992) hanno esaminato la sensibilità delle classificazioni del rango all’interno dell’HDI ad errori della misurazione dei dati che ne sono alla base. Il HDI è stato trovato essere estremamente robusto all'errore della misurazione fra il range di -5 e +5 percento. I problemi legati alla qualita’ dei dati sono stati ampiamente discussi da Srinivasan (1994) e da Mintcheva-Ivanova. e altri (1994).

  1. Il problema del peso uguale dei vari componenti adottato per la costruzione dell’indice è stato criticato da Kelley (1991). Tatlidil (1992) ha eseguito un'analisi della componente principale (PCA) sui dati.
  2. La Mintcheva-Ivanova (1994) ha esaminato le varie questioni concernenti la validità dell'HDI. Circa la validità della struttura dell'HDI, ha concluso che il HDI non da' piu' informazioni sul rango dei Paesi di quante non ne dia ognuno dei suoi componenti. Secondo la studiosa, classificando i Paesi solo sulla base della speranza di vita, o una combinazione di grado di istruzione e PIL o sulla base del HDI, si raggiungono classificazioni simili. Questa conclusione è indipendente dalla ponderazione assegnata ai vari componenti. Secondo, sulla validità della discriminazione del HDI, la capacita' dell'indice esistente di misurare lo sviluppo umano varia col livello del reddito di un paese. La sua capacita' di discriminare fra paesi che si trovano nella parte alta o in quella bassa dell'HDI è equivalente a quello di altri indici di sviluppo. Terzo, visto che il HDI non è stato creato per fare previsioni ma per misurare direttamente il livello di sviluppo umano nel paese, non puo' essere valutato per la sua capacita' a fornire previsioni.

 

V - Aspetti positivi dell’uso di indici sintetici per lo sviluppo umano

Per i politici e per tutti coloro che sono interessati a questioni dello sviluppo, gli indicatori presentati nei Rapporti sullo sviluppo umano hanno il vantaggio di essere semplici di richiedere solo una conoscenza di base di dati statistici e di matematica. Sono facilmente comprensibili dai non-specialisti e possono attirare maggiore attenzione verso le questioni dello sviluppo umano da parte dei "policy makers".

Questa considerazione puo’ sembrare riduttiva rispetto allo sforzo e alle risorse investite per la realizzazione dei diversi rapporti. In realta’ negli 8 anni passati dall’introduzione dell’HDI molta strada e’ stata fatta per diffondere una concezione alternativa dello sviluppo. Va sottolineato che le numerose critiche avanzate nei confronti dell’indice, alcune delle quali sono riassunte nel capitolo successivo, sono sooprattutto di natura tecnica e raramente prendono in considerazione la valenza politica dell’indice. Una valutazione globale sull’indice deve necessariamente tenere conto dei suoi diversi aspetti.

Uno dei possibili contributi che l’UNDP potrebbe dare nei prossimi anni attraverso la continuazione della pubblicazione dei Rapporti riguarda il miglioramento dei dati di base. Attraverso i suoi uffici che si trovano in quasi tutti i paesi in via di sviluppo l’UNDP potrebbe approfondire come i governi e le altre fonti abbiano effettuato le stime dei dati forniti dagli uffici statistici nazionali e internazionali . Questo potrebbe aiutare gli studiosi di statistica che preparano l'HDI ad individuare quelle variabile che risultano palesemente non comparabili fra loro. I rapporti potrebbero contenere tavole con note molto più informative e precise circa le fonti dei dati, le loro limitazioni e quanto le modifiche dei valori degli indicatori nel tempo riflettano i veri trend o siano soltanto dovute alle revisioni delle serie statistiche.

 

 

 

VI - Appendice

Tematiche dei recenti rapporti annuali (1990 – 1995)

Human Development Reports

1990 - Concept and Measurement of Human Development

1991 - Financing Human Development

1992 - Global Dimensions of Human Development

1993 - People’s Participation

1994 - New Dimensions of Human Security

1995 - Gender and Human Development

1996 - Economic Growth and Human Development

1997 - Poverty from a Human Development Perspective

1998 - Consumption Patterns and their Implications for Human Development

World Development Reports

1990 - Poverty

1991 - The challenge of development

1992 - Development and environment

1993 - Investing in Health

1994 - Infrastructure for Development

1995 - Workers in an integrating world

1996 - From plan to Market

1997 - The state in a changing world

 

HDR 1997 Country Rankings


igh Human Development

HDI rank

COUNTRY GDI rank GEM rank

1

Canada

1

6

2

France

6

40

3

Norway

2

1

4

USA

5

7

5

Iceland

4

..

6

Netherlands

11

10

7

Japan

12

34

8

Finland

7

4

9

New Zealand

8

5

10

Sweden

3

2

11

Spain

19

21

12

Austria

15

8

13

Belgium

14

15

14

Australia

9

11

15

United Kingdom

13

20

16

Switzerland

20

12

17

Ireland

29

24

18

Denmark

10

3

19

Germany

16

9

20

Greece

21

56

21

Italy

23

16

22

Hong Kong

28

..

23

Israel

22

30

24

Cyprus

33

60

25

Barbados

17

14

26

Singapore

27

47

27

Luxembourg

38

13

28

Bahamas

18

19

29

Antigua and Barbuda

..

..

30

Chile

44

57

31

Portugal

30

18

32

Korea, Rep. of

35

73

33

Costa Rica

36

26

34

Malta

48

..

35

Slovenia

24

..

36

Argentina

47

..

37

Uruguay

31

54

38

Brunei Darussalam

..

..

39

Czech Rep.

25

..

40

Trinidad and Tobago

32

17

41

Dominica

..

..

42

Slovakia

26

..

43

Bahrain

56

..

44

United Arab Emirates

61

84

45

Panama

41

36

46

Fiji

53

68

47

Venezuela

43

55

48

Hungary

34

25

49

Saint Kitts and Nevis

..

..

50

Mexico

50

31

51

Colombia

40

38

52

Seychelles

..

..

53

Kuwait

51

66

54

Grenada

..

..

55

Qatar

64

..

56

Saint Lucia

..

..

57

Saint Vincent

..

..

58

Poland

37

42

59

Thailand

39

52

60

Malaysia

45

48

61

Mauritius

54

49

62

Belarus

42

..

63

Belize

..

32

64

Libyan Arab Jamahiriya

77

..



Medium Human Development

HDI rank

COUNTRY GDI rank GEM rank

65

Lebanon

66

..

66

Suriname

..

37

67

Russian Federation

46

..

68

Brazil

60

58

69

Bulgaria

49

27

70

Iran, Islamic Rep. of

..

81

71

Estonia

52

..

72

Ecuador

73

..

73

Saudi Arabia

95

..

74

Turkey

58

82

75

Korea,Dem.People's Rep.of

..

..

76

Lithuania

55

..

77

Croatia

57

..

78

Syrian Arab Rep.

84

..

79

Romania

59

..

80

Macedonia, FYR

62

..

81

Tunisia

74

78

82

Algeria

92

74

83

Jamaica

63

..

84

Jordan

..

..

85

Turkmenistan

65

..

86

Cuba

68

23

87

Dominican Rep.

75

46

88

Oman

..

..

89

Peru

76

53

90

South Africa

71

22

91

Sri Lanka

70

70

92

Latvia

67

..

93

Kazakstan

69

..

94

Paraguay

82

64

95

Ukraine

72

..

96

Samoa (Western)

..

..

97

Botswana

79

39

98

Philippines

81

35

99

Indonesia

86

59

100

Uzbekistan

78

..

101

Mongolia

80

..

102

Albania

85

..

103

Armenia

83

..

104

Guyana

91

33

105

Georgia

87

..

106

Azerbaijan

89

..

107

Kyrgyzstan

88

..

108

China

90

28

109

Egypt

100

75

110

Moldova, Rep. of

93

..

111

Maldives

94

67

112

El Salvador

97

44

113

Bolivia

99

62

114

Swaziland

98

61

115

Tajikistan

96

..

116

Honduras

103

51

117

Guatemala

107

29

118

Namibia

..

..

119

Morocco

105

72

120

Gabon

102

..

121

Viet Nam

101

..

122

Solomon Islands

..

91

123

Cape Verde

104

50

124

Vanuatu

..

..

125

São Tomé and Principe

..

..

126

Iraq

117

..

127

Nicaragua

106

..

128

Papua New Guinea

108

85

129

Zimbabwe

109

45

130

Congo

..

88

 

 

 

Low Human Development

HDI rank COUNTRY GDI rank GEM rank

131

Myanmar

110

..

132

Ghana

111

..

133

Cameroon

115

65

134

Kenya

112

..

135

Equatorial Guinea

116

79

136

Lao People's Dem. Rep.

114

..

137

Lesotho

113

41

138

India

118

86

139

Pakistan

120

92

140

Comoros

119

..

141

Nigeria

121

..

142

Zaire

..

89

143

Zambia

122

71

144

Bangladesh

128

76

145

Côte d'Ivoire

126

..

146

Benin

124

..

147

Togo

125

93

148

Yemen

..

..

149

Tanzania, U. Rep. of

123

..

150

Mauritania

127

94

151

Central Afr. Rep.

129

90

152

Madagascar

..

..

153

Cambodia

..

..

154

Nepal

131

..

155

Bhutan

..

..

156

Haiti

130

63

157

Angola

..

..

158

Sudan

135

87

159

Uganda

132

..

160

Senegal

134

..

161

Malawi

133

80

162

Djibouti

..

..

163

Guinea-Bissau

136

..

164

Chad

137

..

165

Gambia

138

..

166

Mozambique

139

43

167

Guinea

140

..

168

Eritrea

..

..

169

Burundi

141

..

170

Ethiopia

142

..

171

Mali

143

83

172

Burkina Faso

144

69

173

Niger

145

..

174

Rwanda

..

..

175

Sierra Leone

146

77

Riferimenti Bibliografici

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Altre pubblicazioni

Partha DASGUPTA, An inquiry into Well-Being and Destitution, Oxford University Press / Clarendon Press, 1993