La Comunita' Internazionale , Vol. LIV - 2/1999

RECENSIONI

 

S. BALDI - R. CAGIANO DE AZEVEDO, La popolazione italiana verso il 2000 - Storia demografica dal dopoguerra ad oggi Bologna, 1999,

Edizioni Il Mulino, Universale Paperbacks, pp. 168.

Questo lavoro di Stefano Baldi e Raimondo Cagiano de Azevedo si propone di seguire l'evoluzione della popolazione italiana negli ultimi cinquanta anni. Un compito non facile in quanto l'andamento demografico in Italia ha subito nella seconda metà del novecento dei profondi mutamenti che solo oggi cominciano ad essere percepiti per la loro decisiva influenza su grandi problemi attuali dell'Italia.

Il volume è composto di sette capitoli corredati di quarantanove tavole e sei figure. Il primo capitolo analizza l'eredità dei dopoguerra, mentre ognuno dei cinque successivi è dedicato ad un decennio, dagli anni cinquanta agli anni novanta. Infine, nel settimo si cerca dì delineare le prospettive per il nuovo millennio,

Si sviluppa un cammino analitico sulla base dei diversi aspetti della trasformazione demografica in Italia quali il passaggio da una popolazione rurale ad una popolazione fortemente urbanizzata, meno giovane e sempre più incline all'invecchiamento, meno feconda ed attenta ai comportamenti riproduttivi non più imperniata su di una struttura monofamiliare ma su convivenze contraddittorie e talvolta contrastanti tra diverse generazioni

Non tralasciando di collegare le vicende demografiche a quelle politiche ed economiche, gli autori concludono la loro sintesi con uno sguardo sulle prospettive della popolazione italiana nel XXI secolo.

L'attenzione degli autori si sofferma anche sull'analisi di una popolazione italiana non più generatrice di flussi migratori ma orinai oggetto di flussi provenienti da altri Paesi che sono il frutto anche di un processo mondiale di globalizzazione sempre più accentuato.

Ma le ragioni di un crescente flusso migratorio in Italia ed in altri Paesi dell'Unione Europea dipendono soprattutto dalle spinte demografiche nei Paesi della sponda sud del Mediterraneo e, di recente, appor più dalle grosse trasformazioni in atto nei Paesi europei e non dell'ex area di influenza comunista: Paesi in transizione verso un'economia di mercato che spesso passano attraverso grandi squilibri, causa di molte delle crisi di cui siamo recenti osservatori ed anche indiretti o diretti partecipi

A risposta della recente guerra nel Sud-Est europeo, la Comunità internazionale si è unita per l'attuazione di un patto di stabilità al fine di ricostruire le aree colpite e dì limitare il nascere di nuove crisi, che hanno avuto anche la conseguenza di flussi migratori difficilmente controllabili in particolare verso l'Italia.

In un tale contesto di incertezza attuale si inserisce l'ipotesi degli autori sul ruolo avuto dall'Italia nell'esperienza di pace europea dal dopoguerra ad oggi: un'Italia laboratorio sociale d'Europa? Nelle conclusioni, gli autori sottolineano come l'Italia europea affronta il nuovo millennio caratterizzandosi come laboratorio particolare dei più vasto laboratorio europeo: con un forte impegno ed alterni risultati negli esperimenti elle vi si conducono. Un esempio anche per un'Europa allargata? Un esempio anche per una pace ed una stabilità che rientra nell'ambito di una sicurezza europea?

Si sottolinea nel volume, come proprio nel campo sociale, il nuovo millennio si apre con sfide decise per l'Europa e per l'Italia, I) modello sociale europeo, spesso contrapposto, almeno nella sua versione "continentale", a quello anglosassone sarà verosimilmente il nuovo banco di prova dell'Unione Europea del dopo-euro, insieme, con quello del suo allargamento ad altri Paesi, Nasce quindi l'esigenza di un insieme di sperimentazioni che renda conciliabile in economia il vincolo della dignità e della solidarietà sociale con quello dello sviluppo economico avanzato in un sistema di libero mercato.

In tutto questo, la demografia, in Europa come in Italia, è protagonista, nelle cause come negli effetti di questi cambiamenti ed anche delle esigenze per determinate sperimentazioni: la novità sottolineata dagli autori è che, forse, oggi si è più consapevoli della rilevanza delle, variabili demografiche e che pertanto ad esse bisogna dedicare maggiore attenzione allargando lo sguardo al medio e lungo termine.

GianIuca Sambucini